Oggi ho ricevuto da Google delle mail che mi avvertivano che google apps non esiste più nella versione gratuita, ma solo in quelle a pagamento. Per chi è già registrato non cambia nulla (per ora, aggiungo io), ma non si possono più registrare nuovi domini gratuitamente.
Questo conferma la politica sempre più chiara che sta seguendo Google: darti un servizio gratuito per poi togliertelo. E’ già successo con google groups, che è stato enormemente ridimensionato, poi hanno deciso di eliminare (fra un po’ di mesi) iGoogle, la home page personalizzata, ora è la volta di google apps.
Io non sono mai stato un fan sfegatato di Google, così come non lo sono mai stato di nessun produttore/fornitore di tecnologia. Al massimo, posso covare odio, come lo covo ad esempio per Apple, Microsoft, Oracle, ed un po’ anche per Adobe, colpevole di aver inglobato Macromedia.
Non sono, e non sono mai stato, perciò, un fan di Google, ma ho sempre trovato che fa dei prodotti che funzionano bene, e che non fa pagare il costo al cliente finale. Dovendo scegliere tra tanti fornitori scamuffi (ad es. Yahoo, Libero, Tiscali, Aruba, Bing, Hotmail, etc.) alla fine ho optato per Google per tanti servizi, poiché sono quelli che funzionano meglio. Peccato che se poi questi servizi me li levi…
Quindi, insomma, da oggi stiamo punto e a capo. Dovrò rimettermi alla ricerca di un altro fornitore per i domini che registrerò da oggi in poi. Non posso biasimare Google per non voler più dare servizi gratuiti, è che temo ciò che potrà succedere in futuro. Dopo che avrà sbaragliato la concorrenza, inizierà a farci pagare anche le ricerche? E la posta? E le mappe?
Ho sempre sostenuto che anche nell’ambito ICT conviene sempre far da sé, perché non puoi mai sapere un terzo cosa deciderà di fare e se continuerà ad esistere, ma a Google avevo riservato il beneficio di inventario. Da oggi, dovrò considerarli come tutti gli altri. Inaffidabili.
E meno male che c’è Guzzanti
Trovo un po’ triste che l’opinione pubblica (che poi, 50.000 firme “virtuali” siano opinione pubblica…) si sia svegliata nel nostro Paese solo quando dei talebani (e telebani) cattolici se la sono presa con la satira di Guzzanti, comunque mi fa piacere che forse si cominci a parlare delle assurde pretese di ottenere un assurdo “rispetto” (schiacciando il rispetto e la libertà altrui – che non essendo credente non ha però la dignità di “essere umano”), avanzate da questi loschi figuri.
Non vado oltre, avrei troppo da dire e di cui sfogarmi. Vi invito ad iscrivervi all’Uaar ed a leggervi i libri di Dawkins (l’ottimo “L’illusione di Dio“), ed intanto ringrazio Guzzanti per il suo lavoro, sperando di rivedere spesso Padre Pizzarro e gli altri suoi personaggi.